L’esperienza altrui serve ?

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Ciao a tutti e bentornati sul mio blog.

Oggi voglio condividere con voi un video che ho registrato camminando su un sentiero innevato durante la mia vacanza.


Come avrai capito questa è la domanda che mi pongo e che ti pongo:« L’esperienza degli altri serve»?

E’ una riflessione che faccio spesso, ora che la maggior età mi fa vedere tante cose che da ragazza non vedevo.

Quante volte anche tu ti senti dare consigli, a volte ottimi, a volte discutibili.

Ma cosa ti spinge a decidere se accettarli o meno?

Io ricordo quando mio padre, uomo molto saggio, scuoteva la testa e si chiedeva:« Ma a cosa serve imparare una cosa, se poi non riesci a far capire agli altri che cosa ti ha insegnato quell’esperienza?

E ora mi ritrovo a farmi la stessa domanda.

E capisco che è COMPLICATA, molto complicata.

Un proverbio cinese dice:« Un uomo saggio impara dall’esperienza, un uomo ancora più saggio impara dall’esperienza degli altri ».

E questo risolverebbe molti problemi. Se si seguissero le esperienze altrui, di chi ha già fatto e magari pagato sulla propria pelle  il percorso fatto, sarebbe tutto più semplice.

E qui parte di nuovo il ricordo delle parole di mio padre e la presa di coscienza che molti sbagli che ho compiuto nella mia vita, lui li aveva già previsti, me li metteva davanti, con una lungimiranza data proprio dalla sua esperienza che cercava di trasmettermi ma…

Niente.

Era incoscienza? Presunzione? Voglia di mettersi alla prova? Bisogno di sperimentare?

William Somerset Maughan,uno degli scrittori inglesi più famosi del xx secolo scrive: « Oso dire che una persona trae più profitto dagli errori che compie da solo, che fare la cosa giusta dietro consiglio di qualcun altro».

E’ qui sicuramente mi ci ritrovo.

Caspita se ho imparato, eccome se ho imparato, ma in qualche caso a che prezzo?

Quando io e mia sorella decidemmo di aprire un negozio e di specializzarci in biancheria intima e lingerie scegliemmo di inserire anche il reparto uomo. C’era già un negozio del settore molto bello nel mio paese ma aveva scelto di eliminare l’intimo maschile.

Noi non ci chiedemmo il perchè.

Presunzione?

Incapacità di cogliere i segnali?

Certamente entrambe le cose; la presunzione che noi saremmo state più brave e l’ incapacità di capire che se loro lo avevano eliminato era perchè, per tanti motivi l’intimo uomo non aveva mercato.

Se avessimo”sfruttato” la loro esperienza ci saremmo risparmiate un sacco di soldi e di problemi.

Un’altra commerciante storica alla mia dichiarazione che avrei anch’io aperto un negozio mi disse queste parole che sono rimaste scolpite nella mia mente:« Brava!!! Sei stanca di dormire di notte»?

E ricordo il mio pensiero:« Lei è stanca, forse un pò anziana e forse…anche un pò invidiosa!!!

Tanta presunzione ?

Incapacità di cogliere i segnali?

La cosa buffa è che ora, quando sento che aprono nuovi negozi, o mi chiedono consiglio se farlo, mi si rizzano i capelli in testa e dico loro che non lo farei … ma …ognuno deve provare sulla propria pelle.

Perchè può essere che invece sia la cosa giusta, che ognuno può avere l’idea giusta nel momento giusto.

Perchè ricollegandomi alla riflessione del video, è vero che sarebbe più facile ” camminare” su un percorso già fatto da altri, ma quanto bello è provare nuove esperienze? Uscire dal tracciato già segnato da altri?

Quante domande a cui non so dare una risposta.

L’ esperienza è l’insegnante più difficile. Prima ti fa l’esame, poi ti spiega la lezione. ( Oscar Wilde)

Mi piacerebbe tanto sapere come la pensi tu 🙂 lasciami un commento qui sotto sul tuo modo di vedere tutto cio’ 🙂

Ciao 🙂 🙂 🙂

Lilia

 

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